cinerassegna - Vanishing Point Novembre 1, 2006
Posted by pacio in cinema.trackback
Parte la cinerassegna Vanishing Point, a cura di Qtz
“Incubi, visioni, sogni e certezze del non ritorno nel cinema di inizio millennio”
Si inizia alle 21:30, ingresso libero
gio_19_ottobre_ore_21:30
Audition (Odishon)_giappone 2000_di Takashi Miike
gio_26_ottobre_ore_21:30
Mulholland Drive_usa 2001_di David Lynch
gio_2_novembre_ore_21:30
Requiem for a dream_usa 2000_di Darren Aronofsky
gio_9_novembre_ore_21:30
A snake of June (Rokugatsu no hebi)_giappone 2002_di Shinya Tsukamoto
AUDITION (Odishon)_giappone 2000_di Takashi Miike
<<Adattamento di un romanzo di Murakami Ryu, e’ un film particolarmente estremo e di difficile catalogazione. Il tema della solitudine non è che una delle molteplici chiavi di lettura possibili. Se la prima parte del film descrive, in uno sfoggio di coralità compositiva, la recondita tristezza di un uomo, la seconda ci sorprende virando verso un’immersione profonda nel lato più nero dell’animo umano. In questo contesto la situazione del protagonista accostata a quella della sua controparte femminile viene radicalmente ridimensionata: la solitudine qui non è che un elemento caratterizzante di una condizione ben più grave. La vittima diviene carnefice in un ciclo che non trova origine se non nella deviazione pura, dove follia, sadismo e perversione si confondono. E’ un cinema meno visionario di quanto sembri, che costringe a pensare, a cercare un senso, tramite un viaggio iperbolico attraverso realtà malate e terrificanti.>>
Un produttore cinematografico rimasto vedovo decide, dopo anni di solitudine, di risposarsi. Un suo collega ed amico organizza un’audizione di casting fittizia dove l’uomo, in principio riluttante, incontra una misteriosa giovane di cui si innamorerà follemente: la scelta sfortunatamente si rivelerà infelice.
MULHOLLAND DRIVE_usa 2001_di David Lynch
<< David Lynch e’ uno dei pochi registi contemporanei capace di parlare direttamente all’inconscio. I suoi film fuggono con determinazione la razionalita’ e conducono in un universo onirico dove l’immagine diventa illusione e la concretezza sfuma nella percezione.
Solo cosi’ si puo’ spiegare il fascino magnetico esercitato da “Mulholland Drive”. La prima parte (circa tre quarti del film) si snoda attraverso atmosfere noir: due donne, il mondo dorato di Hollywood, un mistero da svelare. La seconda parte, invece, proprio quando si spera in una soluzione in grado di far combaciare tutti i tasselli, porta ad un altrove che sconcerta. Con la scelta precisa di rimescolare tutte le carte e di rendere impossibile l’identificazione di una verita’ univoca, invece, il film si imprime per sempre nella memoria dello spettatore, con immagini e suoni che potranno essere ricordati con la stessa intensita’ di un sogno da cui ci si e’ svegliati nel cuore della notte. Non un semplice film, quindi, ma un’esperienza visiva e sensoriale, in grado di parlare a quella parte indefinita della natura umana in cui le pulsioni indossano i vestiti del sonno. >>
REQUIEM FOR A DREAM_usa 2000_di Darren Aronofsky
<<Un viaggio allucinato e crudele nella vita di quattro personaggi, il secondo film di Darren Aronofsky è una glaciale discesa nell’inferno della solitudine, della follia, e della abiezione. Le storie parallele di quattro persone che sognano una vita migliore. Talk Show che si trasformano in incubi persecutori, set televisivi che invadono la mente e l’ambiente domestico, sogni proibiti di apparizione nel piccolo schermo che portano alla follia.
Aronofsky carica quasi ogni scena di possenti allucinazioni, che fanno del delirio la caratteristica esponenziale del film.
Lontanissimo dalla visionarietà falsa e modaiola di Trainspotting, Aronofsky fotografa una realtà straniata, attraverso immagini disturbanti e potenti. Un montaggio frenetico ci porta dentro le vene dei protagonisti, seguendo il percorso delle droghe che arrivano dritte al cervello e danno vita a visioni allucinanti e paurose: frigoriferi che camminano, set televisivi trasferiti nel salotto di casa, viaggi extracorporei, desideri che diventano incubi persecutori, il film è un campionario di allucinazioni visive che stordiscono e (s)travolgono.>>
A SNAKE OF JUNE (Rokugatsu no hebi)_giappone 2002_di Shinya Tsukamoto
<<La stagione delle piogge in Giappone potrebbe apparire alquanto insolita al nostro occhio occidentale: nonostante si inizino ad indossare abiti più leggeri e il caldo si faccia più intenso, la pioggia cade incessante per giorni e giorni, il cielo è cupo e tutta l’atmosfera contribuisce ad un clima alienante. Così in A Snake of June - probabilmente la pellicola con più valenze artistiche della produzione di Shinya Tsukamoto - l’aria si colora di un blu straniante, si appesantisce di umidità e sudore, si addensa di respiri e sensazioni troppo a lungo soffocate. Ed è così che Rinko inizia a sospirare, a gemere, nella solitudine della sua casa lussuosa e troppo pulita, è così che nasconde i propri desideri al mondo e tenta di negarli anche a se stessa. Il corpo umano perde la purezza e la sacralità che tante filosofie orientali hanno tramandato: qui, come in quasi tutta la filmografia di Tsukamoto, è la contaminazione che conta, è la macchina che si fonde con il corpo e ne diventa naturale prolungamento.
Il ricatto sfuma nel corteggiamento erotico, ma il piacere non nasce dal contatto; la distanza è annullata solo da oggetti tecnologici come telefoni cellulari, macchine fotografiche e vibratori, e questa sembra essere la sola soluzione percorribile per giungere alla liberazione, alla non-repressione, al grido catartico. Violento, estremo, di un erotismo che prepotentemente ipnotizza chi sta a guardare. A Snake of June è, a ben guardare, un inno alla vita e alla natura, una candela che si consuma silenziosa in una Tokio indifferente, una città che non ascolta sebbene ci sia qualcuno che grida, lancia a briglie sciolte il suo desiderio troppo a lungo represso, chiede disperatamente aiuto mentre è costretto a darne.>>
-versione originale con sottotitoli in italiano-




![Kritical{m}Ass[ET] Kritical{m}Ass[ET]](http://farm4.static.flickr.com/3125/2548788581_1e76841cfc_t.jpg)




Commenti
Sorry comments are closed for this entry